Spettacoli

Le Amare Erbe

Un processo di stregoneria nel Friuli del Seicento.

La vicenda di Angioletta Delle Rive e sua figlia Giustina, accusate di stregoneria e ricostruite da Ornella Lazzaro nel libro Le amare erbe, prende forma scenica attraverso un lavoro che unisce indagine storica e visione pittorica.
La messa in scena trova la sua chiave espressiva nel gioco di luce e buio da cui emergono i personaggi, le loro vicende e i frammenti delle testimonianze che li legano alle due protagoniste.
Ogni testimone è parte di una coralità incalzante, che scena dopo scena ricostruisce con precisione gli eventi, fluendo come le acque del Noncello e della roggia che muovevano le ruote del vecchio mulino lungo le rive.

No! Stiamo tutti bene

Commedia in due atti tratta dal romanzo “Nudi e crudi” di Alan Bennett.

La tranquilla e impeccabile routine di due coniugi viene sconvolta quando, tornando a casa dopo una serata all’opera, scoprono che il loro appartamento è stato completamente svuotato. In un susseguirsi di incontri paradossali, indagini improbabili e rivelazioni inattese, il furto diventa lo specchio delle loro fragilità e dell’assurdità del mondo che li circonda. Con ironia tagliente e ritmo brillante, la storia mette in scena una coppia obbligata a confrontarsi con ciò che credeva immutabile, in un viaggio comico e irresistibile verso una nuova consapevolezza di sé.

Vuoti a rendere

Commedia brillante in atto unico di Maurizio Costanzo.

Federico e Isabella sono una coppia di coniugi in pensione, costretti a traslocare dalla loro casa dopo decenni di vita insieme per lasciarlo all’unico figlio. Nel traslocare, i due ripercorrono la loro vita matrimoniale: gli anni del fidanzamento, l’incontro con i genitori, le ambizioni giovanili, i momenti di felicità alternati a quelli di dolore e due tentativi di tradimento falliti. In mezzo ai ricordi emergono rimpianti, recriminazioni, tenerezza e ironia: un bilancio di una vita condivisa, con i suoi vuoti ma anche con la forza di un amore che, nonostante tutto, resiste.

Il dritto di Chicago

Spettacolo musical-narrativo ispirato alle vita e alle canzoni di Fred Buscaglione.

Sul palco, una band reinterpreta i brani più celebri di Fred Buscaglione mentre gli attori raccontano frammenti delle proprie vite: storie ironiche, sentimentali e a volte sgangherate, che sembrano uscire direttamente dall’immaginario del grande Fred.
Tra musica dal vivo, confessioni divertite e atmosfere da night anni ’50, lo spettacolo tesse un dialogo continuo tra racconto e canzone, mostrando come le vicende quotidiane possano trasformarsi—in stile Buscaglione—nella colonna sonora scanzonata e poetica di ognuno di noi.

Solo una vecchia mansarda

Commedia brillante in due atti di Valerio di Piramo.

In una vecchia mansarda di un castello, vivono due fantasmi: il Conte Cesare e il suo fedele servo Ettore. Da tre secoli la loro esistenza è placida, ma il tempo sembra essersi fermato — fino a quando il maniero passa al nipote del conte, Ugo, e con lui arrivano due nuove presenze femminili: Franca, la giovane e procace moglie di Ugo, e sua sorella Carla. L’arrivo delle due donne risveglia i sensi sopiti dei due spiriti, scatenando un turbine di situazioni paradossali e gag surreali. In un susseguirsi di intrighi, seduzioni e momenti comici.

L’ ospite gradito

Commedia in tre atti di Peppino de Filipo.

Fino al giorno del cinquantasettesimo compleanno, la vita di Gervasio Savastani trascorre felice e serena in famiglia. L’arrivo inatteso di un vecchio amico e compagno di scuola, Walter Sotterra, noto per la fama da iettatore, manda in frantumi le certezze di Savastani, trascinandolo in un vortice di dubbi e paure. Con sottile ironia e situazioni esilaranti, Peppino De Filippo mostra come la convivenza forzata possa trasformarsi in un susseguirsi di malintesi, tensioni e verità scomode.
Tra comicità di carattere e satira sociale, lo spettacolo mette a nudo ipocrisie, fragilità domestiche e il sottile confine tra ospitalità e sopportazione.

Teatro per il Sociale:

il palcoscenico del cambiamento.

Gli spettacoli teatrali di promozione sociale nascono dal desiderio di utilizzare il linguaggio del teatro non solo come forma di intrattenimento, ma come strumento di sensibilizzazione, educazione e riflessione collettiva su temi di grande rilevanza per la comunità.
Attraverso storie, personaggi ed emozioni, diamo voce a problematiche complesse e attuali, come la violenza di genere, la fragilità delle relazioni e la marginalità sociale, con l’obiettivo di stimolare consapevolezza e dialogo.
Ogni rappresentazione è pensata non solo come un evento artistico, ma come un’occasione di incontro e confronto, capace di generare cambiamento e aprire nuove prospettive. In questo senso, il teatro di promozione sociale diventa uno strumento prezioso, che trasforma la scena in un luogo di dialogo, crescita e trasformazione

La donna di Estavida

di Luana Miol.

La storia di “La Donna di Estavida” è un inno alla rinascita femminile, che si snoda attraverso il doloroso cammino di una donna vittima di violenza. Attraverso un intenso viaggio interiore, il personaggio principale, interpretato da Carlotta Bortolin con la voce fuori campo di Alessandro Gennaro e le musiche di Alberto Chicayban, affronta e supera il proprio trauma, ritrovando la forza di riscattarsi e di riconquistare la propria identità e autonomia.

La scenografia è arricchita dalle opere fotografiche di Gabriele De Nardo, Ruggero Ruggeri, Leonardo Fabris e Fabio Fedrigo, che insieme creano un dialogo visivo potente e suggestivo. La danza, la musica e la fotografia diventano veicoli di espressione e riflessione, sottolineando la gravità della violenza di genere e allo stesso tempo offrendo una visione di speranza e rinascita.

Madreterra

di Luana Miol.

Un dialogo tra una donna vittima di uxoricidio e sua figlia, orfana di madre e di padre, perso nel suo odio.
La scenografia scarna e dai colori chiari, si contrappone al difficile tema oscuro della morte per violenza di genere. Un tema difficile e doloroso affrontato con delicato realismo anche sul palco. Monologhi che spaziano oltre la presenza fisica, creando uno spazio di ascolto e mobilitazione degli animi.

L’ odore di mosto sui merletti

di Luana Miol.

La violenza sessuale in giovane età, la violazione di un corpo ancora sognante, giovane, illuso.
Dopo anni di silenzio, un racconto che permette di entrare nell’animo offeso della protagonista, e cogliere il peso dell’omertà, della vergona, della solitudine. La giovane donna mostra la sua delicata forza attraverso una confessione, che prende corpo nelle movenze aeree e delicate della danza. Dalla disperazione alla forza della resilienza, il pubblico è immerso emotivamente in un crescendo di consapevolezza.

Teatro per bambini

Benvenuti nel magico mondo delle favole, un luogo dove le parole si trasformano in sogni e ogni storia diventa un’avventura da vivere insieme.
Le favole parlano al cuore dei bambini, accendono la fantasia e insegnano valori importanti come l’amicizia, la gentilezza, il coraggio e l’amore.
I racconti proposti sono pensati per accompagnare i più piccoli alla scoperta di emozioni e mondi incantati, aiutandoli a crescere e a guardare il mondo con occhi curiosi e pieni di meraviglia. Perché tra le righe di ogni fiaba si nasconde sempre una piccola lezione di vita

La piccola fiammiferaia

di Hans Christian Andersen.

Tra le fiabe più famose, questo racconto ci invita a riflettere sull’importanza di non guardare solo a noi stessi, ma di accorgerci di chi sta intorno a noi e di tendere la mano a chi è più bisognoso e meno fortunato, con umanità e senza pregiudizi.

Il barone rampante

di Italo Calvino.

La favola racconta il distacco dalle convenzioni, mostrando come vivere da un’altra prospettiva possa arricchire profondamente. Ci insegna che la vera ricchezza sta nel guardare il mondo oltre le regole imposte.

A piedi nudi sulle stelle

di Luana Miol.

Una favola inedita che racconta, in un gioco di metafore, un paio di scarpe ed una coppia di sposi, vittime del consumismo, unico grande antagonista delle cose e dell’uomo. E’ solo l’umiltà, l’amore per l’altro e la passione lavorativa che portano le paure a sciogliersi come polvere di stelle.

Letture sceniche

ORE 15
4 novembre 1918

da “Un anno sull’altipiano” di Emilio Lusso
e di poesie di Giuseppe Ungaretti.

Materada

di Fulvio Tomizza.

Giorno del ricordo.

Il cerchio della terra di tutti

Giorno della memoria.